Money Monster

Bel film.

Ah ma ci sono storie già viste!

Alla mia età è normale aver visto l’originale e ricordarsene: mica come mio figlio che guarda i remake e non si rende conto. Detto ciò, una storia mai vista al massimo può stare in una fanfiction, dove Odino vuole che Thor sposi Loki perché sua mamma lo ha diseredato e allora bisogna. perché sia economicamente al sicuro. che sia sposato e con un figlio e ci spiace tanto se Thor è etero: è una fase e gli passerà – e Thor è pure d’accordo e si irrita se suo fratello cerca l’amore perché non si deve dare un dispiacere a papà!

Pretty woman è invecchiata!
Succede, pure a Bridget Jones del resto.

Ma così manca la donna figa in cui identificarsi!
C’è Caitriona Balfe – bella pettinatura – che non si capisce perché decida di diventare la gola profonda della compagnia visto che è pure una cara amica del capo.
E poi Pretty Woman si gioca la carta vecchia amica del cuore e lui la bacia sulla fronte.

E allora?

Non è originale, ma è un buon thriller,  e Clooney regge in pratica tutto il film – è molto bravo e gigioneggia, gli vengono molto bene questi personaggi da stronzo vanesio con l’anima.

Era molto bello quello con Stanely Tucci e Mr Spock: Margin Call. Ma molto più gelido e spiazzante.

Si simpatizza con il povero giovane perché è sfigato e non poco ed è difficile batterlo in quanto a sfiga per cui non lo invidiamo e possiamo permetterci il lusso di dire poverino, pensandolo – resta comunque il fatto che s’è giocato tutto e non si sente responsabile… ha però ragione nel porre la domanda: tutti quei soldi andati in fumo e non si sa bene perché, possibile?

E poi c’è un cattivo, mentre in Margin Call la cattiveria non si capisce bene dove stia – sicuramente è molto ben distribuita.
E il cattivo che dica “è sbagliato” ogni tanto fa piacere – basta con tutti questi che sono irresponsabili.

 

 

Non è bello ciò che è bello

… ma che bello che bello che bello…
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Sorvoliamo sulle petites maisons e i bordelli dove questo tipo di quadri veniva appeso – questo è di Fragonard, in particolare – e non soffermiamoci sulla profusione di lenzuola su un letto che non sembra austero e rettangolare come i nostri, ma enorme e allegramente bozzuto – poi va a sapere.
Soffermiamoci invece sulla donna che ci viene mostrata di spalle – pelle perfetta candido-rosata (senza peli superflui, vorrei far notare, scerettavano come dannate, parrebbe), fanciulla polposa che oggi si sentirebbe in colpa a mangiare un cioccolatino, e guarderebbe sconsolata le vetrine facendo fatica a trovare dei jeans della sua taglia.

E ora guardiamo questa donna:

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Cosa hanno in comune? Oscar è la cugina della Jovovich di Resident Evil  (o di Ultra Violet), cosa mai avranno avuto in comune queste due?
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Anche nel momento del più completo abbandono, il capello è morbidamente raccolto e costruito, mentre in Oscar allegramente anni ’80 – il ciuffo!

I polpacci? Esistono in natura polpacci lunghi come quelli di Oscar?

Parrebbe di no: perfino Milla ce li ha più corti, in proporzione.Osserviamo cosce e polpacci di Resident Evil, film in cui era la top della sua forma fisica: Oscar, a parità di busto, ha un 20% in più di gamba!
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Busto corto tutte e due, Oscar sembra avere spalle un pochino più imponenti (non facciamoci ingannare dalle spalline e guardiamo, comunque, il braccio) e mani grandi.

Ora perché se nei segreti dei loro luoghi del piacere si libertini del Settecento sbavavano per la fanciulla cicciottella, avrebbero dovuto innamorarsi però di Oscar?
Perché Oscar p stata disegnata negli anni ’80.
E perché le fanfiction le scriviamo noi e noi viviamo in un’epoca in cui il corpo ha da essere tonicissimo ed elficissimo, mi pare ovvio! La cicciottella è al limite l’amica della protagonista, a cui tocca il ragazzo eccentrico e sfigato ;P

 

Comunque bello il trasporto del quadro – non sappiamo se i due si amino e se si desiderino, ma sembrano alla pari in ciò che stanno facendo-

 

Sospiro di sollievo

Restituisco finalmente, con enorme ritardo, un po’ di libri in biblioteca.

Mi sento più serena.

Ne ho già prenotati altri, uno è Anche il Re Sole sorge al mattino, da cui mi aspetto molto, lo confesso allegramente.

E poi ho Metropolitan in DVD, film sui posh poshissimi di New York che mi piacque tanto e che sembra non aver visto nessuno…

Jennifer Aniston

Si, cara, hai ragione, è il karma.

Io credo se ne fregasse allegramente, oramai, ma, al posto suo, sentendo la notizia, un bel sorrisone mi sarebbe venuto e pure un bel  “evvai!” – son stronza temo.

Ora ci sarà un mare di pettegolezzi – tutti falsi – che noi leggeremo divertite (Anche i Ricchi Piangono).

Se Brad Pitt, una volta a casa, urlava… con sei figli… ah come dargli torto? Anche i ricchi sbroccano.

 

 

Suffragette

Bel film del genere storico, dove vedi cosa volesse dire non avere un po’ di welfare (ma in emmeline-pankhurst-sufragette-who-fought-for-the-right-for-women-to-voteInghilterra stan tradizionalmente meglio che da noi), protezione sul posto del lavoro, sicurezza sul posto di lavoro, diritto sui propri figli, diritto sulla casa comune, diritto a non essere picchiata… essere delle eterne minorenni. La classe sociale non aiutava: la suffragetta ricca, che ha portato una gran dote al marito, in realtà non può disporre dei suoi soldi come vuole e deve pregarlo.

Di questo parlava la Wollstonecraft nel XVIII secolo, ma era percepita come una donna inaccettabile – motivo per cui nell’Ottocento non se la legge nessuno.

La Pankhurst era davvero una bella donna – farà quel che farà in accordo con suo marito e poi da vedova – le figlie un po’ meno.
Sylvia era decisamente più a sinistra di sua madre.

So che moltissimi anni fa fu fatto qualcosa dalla BBC, forse una miniserie sulle donne Pankhurst – cercherò.

Tornando al fim: Carey Mulligan è brava e molto brava ragazza.,In An Education era allegramente ed ingenuamente ribelle, in Non Lasciarmi interpretava una giovane donna che faceva resistenza passiva e cercava di ragionare con il potere. Carina, ma non eccessivamente, si è ritagliata come specialità quella dei personaggi quieti con una loro fibra morale – il che la porta a partecipare a film interessanti, anche se non di enorme successo.

Ben Winshaw rende molto bene un marito che vuol bene alla moglie, ma che è disposto a sostenerla solo fino ad un certo punto – essere maschi allora non era la stessa cosa di ora. Inutile raccontarceli (nelle storie romantiche) come non erano.

Bel film più storico che drammatico – difficile appassionarsi alla vicenda personale di Maud: è più una storia corale. M’ha fatto venir voglia di rivedere Angeli d’Acciaio.

 

 

Io prima di te (il libro)

Ho appena finito di leggerlo – prende, anche se non è un capolavorone, ma io continuo ad avere in mente Possessione come libro di intrattenimento e Jane Austen: sono pietre di paragone dal sapore un po’ troppo deciso.

Nel libro ci sono alcuni elementi in più, compresa la spiegazione di perché lei ad un certo punto si è interrotta – vivere in quel paesino non è stata una vera scelta, voleva fare altro, ma è successo qualcosa di tremendo che l’ha fatta sentire insicura e le ha tarpato le ali.

Lui spiega un po’ meglio la sua decisione finale, che è triste e sicuramente discutibile: la vera vita non è quella, la vera vita è attiva, piena di viaggi avventurosi (che pochi si possono permettere) attività sportive estreme e tanto sesso con topoline dalle gambe chilometriche. Alla faccia di Stephen Hawking verrebbe da dire.
E pure alla faccia della maggior parte di quelli normali che spesso fanno le ferie sull’Adriatico (e già gli sembra un lusso) e che considerano avventurosa una delle attrazioni di Gardaland.

Dell’autocoscienza di Lou sappiamo poco: si mette a leggere, consulta la biblioteca, sfoglia i giornali sull’autobus… cosa pensa? non si sa – davvero vuole occuparsi di moda? E se avesse voluto fare la mamma? per forza o sei l’amministratore delegato o sei un fallito?

Giusta l’indicazione sul lusso di una seconda possibilità.

Bella l’idea che può esserci un cambiamento che viene all’improvviso e in un luogo insospettabile.

Molto teneri loro due e bello lo sviluppo del loro riconoscerci reciprocamente un valore, al di là di ciò che si vede in superficie – non sarebbe successo, in circostanze normali, e lo sanno. Anche se… e questo spiace… per lui non è “abbastanza”.
L’accettazione di sé, insomma, ha dei limiti.

Ha molte cose per cui può piacere e molte che lo rendono criticabile, quello che è certo è che l’autrice è più che capace di generare una risposta emotiva nella sua lettrice (il femminile non è un caso) – non è poco.

Il cugino di Posh

C’è un libro – non bellissimo – che fa pensare a Posh, anche se con la trama non c’entra nulla, ed è Prep.

O lo si ama o lo si odia – io l’ho odiato. L’amore o l’odio nascono dal fatto che non c’è un percorso di autoconoscenza, e nemmeno una fine vittoriosa con riscatto e gesto dell’ombrello: lei è una outsider e resterà una outsider. Punto.
Un po’ per ragioni sociali – non ha soldi e non viene dal background giusto e i soldi non si materializzano così con la lampada di Aladino, e poi non basta che ci siano i soldi, devono essere “old money”.
Un po’ per ragioni caratteriali – non è portata all’azione e non sembra avere grosse passioni.
Un po’ il caso . come fa giustamente notare lei: non è che quelli popolari siano poi questa cosa favolosa vista dai vicino, con dialoghi spumeggianti su argomenti di rara profondità.

Di fatto mi viene da pensare che la considerassero “di meno” pure la sua migliore amica e pure il suo ragazzo – l’amica è una mezza stronza, anche se la protagonista sembra non rendersene conto per tutto il libro, il ragazzo idem.

Probabilmente per la promozione sociale, limitatamente a quel contesto, l’aspetto fisico avrebbe fatto molto (a quel punto di vista Restless Virgis forse non ha torto: il sesso p moneta di scambio per la promozione sociale, a patto di mettersi nella condizione non di donna accessibile a tutti, ma di femme entretenue accessibile ad uno).
Fa anche molto (vedi il personaggio di Darden) capire cosa ci si aspetta da noi e fornirlo – questo è molto vero e non solo a quattordici anni.
Darden non può permettersi di non integrarsi perché è nero, Lee può e non lo fa, anche se non è solo questione di scelta consapevole: cosa dire e cosa fare è qualcosa che viene “insegnato” in famiglia, un po’, tanto per fare un esempio, come usare correttamente le posate, sedersi, pettinarsi… sono le cose di poco conto ma che in qualche modo sottolineano una appartenenza ad una classe sociale e tutto il libro tratta di questo: la classe, quello strano mostro che non è mai elegante citare, ma che però esiste e si nota.

Conta anche il sesso: apparentemente è un collegio “coed” cioè misto, ma, di fatto, i maschi che si trombacchiano le femmine, compilano un annuario rivelando se la patonza della fanciulla in questione sa di pesce o di formaggio – che raffinatezza…
Quindi essere senza soldi, burinazza, fisicamente niente di che, e femmina è il peggio che ci possa essere. Inevitabile chiedersi se la frequentazione di questa scuola le ha aperto delle porte o gliele ha chiuse: sarebbe andata in una università migliore? E le ha aperto amicizie che le apriranno porte o non le ha aperto nulla? Insomma, ne è valsa la pena?

Ora, detto ciò, a me viene da pensare a Jennifer Cavilleri di Love Story (stasera mi sento intellettuale): lei non proviene da una prep school e individua subito lui come il prodotto di una prep, però sono tutti e due nello stesso college. Perché? Perché voti migliori, più fiducia in se stessi, più interesse da parte dei docenti? Non confrontarsi con chi è troppo diverso rende più felici? Se Jennifer fosse entrata in una prep school sarebbe stata diversa?

A parte ciò, l’odio nasce anche dal fatto che manca una vera trama: è come vedere lo scorrere di un tratto di fiume, non ci sono cascate o strapiombi e nemmeno il fiumiciattolo che diventa fiume grazie ad un affluente… non succede davvero nulla di significativo.

E poi lei è lagnosa.

 

 

 

Io prima di te

Si, l’ho visto.

Nota a margine: io adoro le scarpe di irregular choice (ma pure le poetic license) e vorrei tanto comprarmene un paio…  questo film le ha sdoganate a livello brava ragazza non necessariamente sfigata e finalmente potrò procedere ad un acquisto ed indossarle senza chiedermi:ma quando me le metto? agli allenamenti di hockey?

Le Jazz Hands sono le più portabili, ma pure le azzurre  beach – purtroppo io preferisco il tacco a rocchetto, quindi sui 6 / 7 cm. e ne è pure un paio con il tacco a forma di teiera . adattissime! peccato non le abbiano scovate per lei ;P

Filmone? No, delicata storia d’amore di quelle in cui ti dispiace per lui, pure per lei anche se, vabbé, di questi tempi, chi davvero porta a casa palate di soldi divertendosi follemente? pochi eletti. Quindi ti spiace più per lui.

Non si capisce che fine faccia il fidanzato di lei – veramente antipatico tra l’altro e si, lo sappiamo bene, che il fidanzato serve che ci sia altrimenti, di questi tempi, verrebbe da chiedersi perché una così carina e con tanto potenziale sia single. Ma perché si è lasciata incastrare da un folle!
E poi così, quando lo molla, non appare stronza. Non come la ex fidanzata di lui, che però un pochino la capiamo – le cose funzionano perché lui possiede un castello, con un povero cristo… ah  lo avrebbero portato in Svizzera di corsa con qualche biglietto in offerta – non è carino, ma lo penso davvero: con delle stalle ricostruite su misuro per una sedia a rotelle, le cameriere, quello che aiuta ad evacuare e ripulisce, lava, veste, e il fisioterapista, per quanto difficile è più facile non essere egoisti ( o esserlo, come sempre dipende dai punti di vista).

 

Lei è brava – ha una mobilità sopracciliare che in Daeneris è molto diversa – non fa sempre se stessa, insomma, è davvero una attrice.

E’ sexy? Come sempre dipende dal truccatore e dal contesto – direi che lo è, ma non è la Jovovich, è più sul versante paffutella, bassina e graziosa . so che ci sarà chi rabbrividirà, ma direi vicina alla protagonista di ASSO. Anche in questo caso è molto questione di giusta parte nel giusto film – il giusto film apre porte di ogni tipo.

Ce la vederei come oggetto d’amore per un Loki, ma la marvel butterà a mare il personaggio, me lo sento, perché ne ha già uno buono sarcastico e sexy (e non gli serve la versione cattiva e nevrotica) che poi sarebbe Robert Downey junior – Capitan America è un loffio, mi spiace, ma tanto era loffio pure nei fumetti.

 

 

Restless Virgins

Film per la TV. Lo si può vedere qui:

Perché vederlo?
Sostanzialmente per lo stesso motivo per cui vedere Posh: l’innegabile fascino di luoghi à-la-Hogwarts, densi di storia, tradizioni, librerie in legno massiccio ed alberi che si colorano di rosso in autunno. In questo caso, però, so tratta di luoghi che esistono sul serio.
E per dare una sbirciatina ad un mondo cui non si appartiene, dove la struttura gerarchica esiste, così come esiste il conflitto di classe, e dove l’incubo dell’accettazione tra pari viene esasperato – ovunque essere quelli timidi, quelli che non sono attraenti e quelli fuori media in qualche cosa (bellezza, dirompenza sessuale, intelligenza, interessi intellettuali, ribellione) non facilita le cose, ma essere pure quelli poveri? E poveri in modo molto relativo, perché qui è “povera” l’unica figlia di un dentista che potrebbe permettersi la retta di Yale.

E’ bello? No.

Però sono tutti molto carini e molto ben vestiti e un pochino penso sia vero: un apparecchio dentistico, un buon dermatologo, una corretta alimentazione, una buona dose di normale attività fisica, lenti a contatto dove servono, un buon trucco, un buon parrucchiere che spieghi ad una ragazzina come trarre il meglio da ciò che ha… vestiti ben fatti e ben tagliati, scelti con qualcuno che può consigliare e non raccattati da una rastrelliera in un outlet… In fondo lo sappiamo che parte di ciò con cui si viene giudicati ed etichettati, non nasce dall’interiorità, ma dell’esteriorità, perché non aiutare i propri figli anche in questo, se se ne ha il tempo ed il denaro necessario?

Cosa non funziona?

E’ inconsistente il motivo della discussione: una gruppo di atleti di Lacrosse gira un video mentre si fa fare un servizietto da una compagna di scuola nello spogliatoio, senza coercizione. Una studentessa che lavora nel giornale della scuola lo posta, ritenendo che questo mostri il vero volto della sua scuola. Che le dice la testa non si sa – e la giovane in ginocchio? se lo meritava?

Ora, mentre l’aids impazzava mediaticamente, si parlava di installare distributori di profilattici nelle scuole – e in quelle americane aveva un senso, visto che lì, in pratica, ci vivono. Venti o trent’anni dopo perché stupirsi se degli adolescenti sono sessualmente attivi, dato che sono venti anni che diciamo che è così? Il problema è la mancanza di consenso all’essere filmati, semmai. Per il resto, che vogliamo dire? Che a quell’età sono appunto vergini irrequieti, e, se sono belli, sani, attraenti, gli alpha del loro branco, allora, come in tutti i branchi, sono quelli che copulano.

Ma questo non sembra centrale.

Eh ma l’idea è che il sesso divenga moneta di scambio per l’accettazione, ma questo è un discorso sociale – basta guardare molte pubblicità, dirette non esclusivamente ai privilegiati.

Quello che Posh cercava, con difficoltà, di catturare, era l’idea di essere improvvisamente persone di serie B, in un mondo che prevede anche persone di serie C, mentre, fino a pochi giorni prima, si era tutto sommato normali o di serie A. Sei intelligente e carina, ti puoi permettere Oxford, tra i tuoi ex amici sei una privilegiata, poi cambi vasca di pesci e diventi una con cui ci si vergogna a farsi vedere in giro, manco fosse una drogata che vende il suo corpo per degli spicciolini…
Il fatto che se cerchi di contrabbandare un’etica egualitaria, questa fa a pugni con il successo sociale, che prevede una gerarchia, degli esclusi e qualche lacrima. Prevede che esista un più forte che vince sempre, ed un più debole destinato a perdere senza tregua.
Aggiungiamo il fatto che se si è giovani e tutto è sempre andato bene, si difetta spesso di spessore – o, addirittura, si è stronzi senza rimedio. E se poi si sa che tutto andrà sempre bene? che si viaggia su una corsia innegabilmente preferenziale? Se sai che un giorno tu sarai quello che autorizzerà un prestito e un altro quello che chiederà… sei davvero sullo stesso piano? Il “tu” il sorrisino non sono, in fondo, tutta una finta?

Aggiungiamo anche il fascino dell’appartenenza: tutti vorremmo essere parte di una élite, e, se stiamo in un gruppo, quanto gregari possiamo diventare? quanto ti puoi vergognare di quanto sei veramente? quanto puoi sentirti affascinato da ciò che vorresti essere e non sarai e che ti disprezza? E quali diventano i tuoi orizzonti delle attese? Quanto alto si sposta il livello minimo sotto il quale sei un fallito?

Ma tutto questo non c’era, mentre, invece, furoreggiava la classica attrice molto molto carina nella parte del brutto anatroccolo – cosa incredibile, ma i film sono così, è cosa nota, e il brutto di un film di solito se ti sorride al supermercato ti sciogli. Lei è Vanessa Marano – scusate se è poco.
E poi c’è la storia d’amore che diventa un po’ troppo centrale.

Alla fine gli unici due vergini non sono più vergini e, sdraiati a letto, sembrano anche non più irrequieti.

Però il film ha qualcosa di carino.